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Pericolo razzismo ?

Bastava leggere i titoli delle prime pagine de “Il Manifesto” (Italiani veri) e “Liberazione” (Sporchi italiani) per capire il clima che si respira in Italia in questi giorni. Sembrava di essere ritornati ai tempi delle leggi razziali, in un clima di plumbea xenofobia. Per fortuna però che l’affresco tratteggiato dai vari Sansonetti & C non corrisponda alla realtà dei fatti. Gli episodi che possono contribuire a rafforzare quello che ormai sta diventando il pensiero comune, ovvero che l’Italia si sta avviando verso una nuova deriva nazi-fascista, sono “potenzialmente” molteplici , ma non abbastanza per avvalorare quelle che sono le tesi di numerosi mass media

I trattati socio-politologici di sedicenti giornalisti (vedi Gad Lerner) in questo periodo si sprecano. Non ho mai creduto alla buona fede e al falso buonismo di questi individui, i quali facendo una difesa ad oltranza dell’immigrato (regolare o non) contribuiscono a fomentare e alimentare questo clima da paese del “mulino bianco”, cercando di bypassare leggi e regolamenti in nome dell’equazione : immigrato = risorsa.

Le generalizzazioni non sono mai positive, ed è questo l’errore che la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica sta facendo, sulla scia degli editoriali di Repubblica vergati da celenterati come Scalfari, Serra ecc.

Io inviterei questi signori a misurare e centellinare quelli che sono le analisi,i proclami e le manifestazioni tentando di sensibilizzare l’opinione pubblica su temi come quelli dell’integrazione e dell’immigrazione, perchè come il caso del Pigneto c’insegna la demonizzazione dell’avversario politico (nel caso specifico il sindaco di Roma, Alemanno) rischia di creare falsi miti all’interno di un quartiere finendo per far crollare, sotto i colpi della verità, il castello di menzogne che di proposito è stato costruito.

Non c’è solo il Pigneto però a testimoniare il reale pericolo ,che campagne mediatiche di questo tipo, possono creare. Mi riferisco specificatamente alla questione della donna somala che a distanza di diversi mesi (il fatto è accaduto a Luglio) ha denunciato di aver subito violenze e vessazioni di tutti i tipi all’aeroporto di Fiumicino, dimenticando strada facendo alcuni dettagli,dando così l’opportunità all’intelighenzia radical chic di agitare lo spauracchio del razzismo. Alle scuole elementari mi hanno sempre insegnato che prima di parlare e fare accuse di un certo tipo, bisogna prima contare fino a 100, ma non per tutti è così, spesso la presunzione annebbia la mente. Come si è venuto sapere la verità è un’altra, la donna proveniva da Londra, ed essendo un viaggio extra- Schengen (per chi non lo sapesse è il trattato che regola lo sbarco alle frontiere) prevede dei controlli particolari, quelli a cui (nonostante la ferma opposizione della donna) TUTTI si devono sottoporre, in più la nostra amica aveva precedenti per resistenza a pubblico ufficiale ed udite udite : TRAFFICO DI DROGA.

Altro episodio che ha popolato le pagine dei giornali è stato il massacro dei sei immigrati clandestini di Castelvolturno. Prima di fare delle valutazioni di merito, vorrei soffermarmi su queste due parole :

immigrati e clandestini. Tutti sappiamo bene che nonostante l’Italia sia considerata la culla del Rinascimento, un paese di poeti, santi e navigatori, al giorno d’oggi l’italica popolazione non brilla per cultura e preparazione. In questo contesto vorrei fare uno sforzo di igiene linguistica.

L’immigrato è colui che,si è trasferito in un paese diverso dal proprio spec. per cercare un lavoro.

Il clandestino è chi vive o si trova temporaneamente in clandestinità:, che ha passato una frontiera illegalmente per trovare lavoro

Dato che la lingua italiana è meravigliosa per la sua chiarezza, credo che sulla distinzione tra i due vocaboli non debba aggiungere altro. So che dopo 2 anni disastrosi di Governo Prodi, con il tentativo di modificare la Bossi – Fini in una salsa più soft (vedi ddl Amato – Ferrero) è filtrata l’immagine di un Italia stile paese dei balocchi, dove regna l’anarchia più totale, ma il nostro come si suol dire E’ UNO STATO DI DIRITTO, e non, come si voleva far credere, la pattumiera d’Europa.

Dico questo perché i 6 immigrati CLANDESTINI ammazzati a Castelvolturno dai Casalesi, non erano in regola, anzi avevano ,come quasi tutti coloro che vivono nel “ghetto” dell’American Palace, il foglio di via che sventolavano fieramente durante la puntata di Anno Zero. L’opinione pubblica oltre che ad interrogarsi sul perchè i casalesi abbiano ucciso quelle 6 persone, deve anche chiedersi perchè “l’American Palace” è occupato da irregolari che non sono stati fatti rimpatriare ?  Si vocifera che uno o più appartenenti a quel gruppo di 6 persone fosse in odore di spaccio e di camorra. Ora alla luce di questi dati è importante sottolineare come la malavita campana non abbia nè appartenenza politica nè valori costituzionali di riferimento, sono mossi da un unico interesse, da un unico dio : IL DENARO, che non ha nè odore nè colore.Se i casalesi hanno deciso di freddare quei 6 clandestini, sicuramente un motivo ci sarà( che non è quello razziale) non voglio colpevolizzare le 6 vittime dell’agguato, sappiamo tutti che la vigliaccheria della camorra non ha confini, magari coloro che sono morti erano solo pesci piccoli o anelli deboli di una catena più grande e complessa.

La camorra, torno a ripetere, non ha una matrice ideologica, i casalesi sono i più grandi imprenditori di tutto il Sud Italia, non sono da considerare più camorristi o mercenari, ma grandi capitalisti pronti ad investire ingenti quantità di denaro nell’Italia del ventunesimo secolo.

Quello che mi lascia sempre più perplesso è la sfacciataggine da parte di coloro che danno libero sfogo alle loro richieste immaginando, ma neanche troppo, che lo Stato Italiano sia una sorta di Babbo Natale, pronto ad esaudire ogni loro desiderio, ho ascoltato parole del tipo : “vogliamo”, “devono” , “sanatoria”, “permesso di soggiorno”, “casa”, “lavoro”, “DIRITTI”, salta subito all’occhio l’assenza della parola : DOVERI. Non so perchè ma manca sempre all’appello, tutti vogliono diritti, ma i doveri non sono mai contemplati, misteri d’Italia !

Molti si lamentano della scarsa efficacia della Bossi – Fini, dimenticando che la decisione ultima sul decreto di espulsione spetta alla magistratura, che come sappiamo non solo è ai minimi storici di gradimento, ma è fortemente inoperosa. Quindi certi magistrati invece di buttare benzina sul fuoco politicizzando quella che è la loro azione giudiziaria, si concentrassero e velocizzassero il loro operato.  Altrimenti, se su questo punto la legge risulta inefficace, si provvede a modificarla, e in questa direzione vanno i provvedimenti presi dal ministro Maroni in materia di immigrazione clandestina.

Come ricordava giustamente oggi Feltri nel suo editoriale la sinistra ha sempre bisogno di dare una schedatura politica, condita con esasperanti giustificazioni socio-economiche, al verificarsi di determinati episodi.

Quello che è accaduto a Roma, con il pestaggio di un cinese ad opera di una banda di minorenni , ma sopratutto quello che è successo Pianura, si colloca in un contesto di povertà, d’ignoranza e di esasperazione.

L’assenza della cultura della legalità, l’incertezza della pena, l’incapacità politica di una classe dirigente napoletana allo sbando genera reazioni scomposte come quelle di qualche giorno fa.

Per sgombrare il campo da scudi sociologici riporto le parole di uno dei ragazzi che ha aggredito il cinese a Tor Bella Monaca) :“IO a scuola nemmeno ci vado mi vergogno di portare sempre gli stessi jeans” Queste parole sono indice della miseria e dell’emergenza educativa da più parti denunciata in questi giorni. L’aridità valoriale che caratterizza la mia generazione, la vacuità che scandisce i pomeriggi degli adolescenti è disarmante.

Attenti osservatori della società in cui viviamo come Michele Santoro dovrebbero avere la capacità di scindere ciò che è razzismo è ciò che è insensata violenza. Ma giungere a semplificazioni di questo tipo diffonde nell’opinione pubblica un immagine che non è specchio fedele della realtà.

Ci sarebbero altri episodi che PARZIALMENTE sono stati raccontati sulla tv e sui giornali, in questo momento bisognerebbe evitare di soffiare sul fuoco e abbassare la fiamma su cui traballa un pentolone pronto ad esplodere, non so fino a che punto la sete di potere e di successo possa accecare rappresentanti del popolo italiano che si battono, a quanto dicono, per SALVARE L’ITALIA.

Da uomo di destra, ritengo che la soluzione sia da ricercare in parole come ordine, disciplina e decisionismo (che non è autoritarismo).

Vi lascio con un interrogativo : vogliamo ammettere che è difficile il rispetto delle regole, se non si ritiene che potenzialmente tutte le regole vadano rispettate ?

In memoriam

C’era un grande guerriero

con lo sguardo sereno

che giocava con te.

Combatteva senz’armi

era senza cavallo

ma è lo stesso per te.

Ora è partito ma ritornerà

tornerà quando tu chiamerai.

Ora è partito ma se lo vorrai

tornerà quando sogni da te.

Era forte era grande

ma non era cattivo

lui correva con te.

Chi è cattivo ha paura

chi e troppo forte paura non ha.

Nanni è partito a combattere chi

quel mondo dove il gioco non c’è.

Nanni è partito ma ritornerà

tornerà quando tu chiamerai.

L’orco lo fece prigioniero

e una porta per scappare lui non la trovò

e allora divenne un uccello

che attraverso le sbarre nel cielo volò.

Nanni è partito ma ritornerà

tornerà quando tu chiamerai.

Nanni è partito ma se lo vorrai

tornerà quando sogni da te.

… 5/10/1980 – 5/10/2008…

In memoriam

Sarah Palin

«Ci sono candidati che usano il cambiamento per promuovere le proprie carriere, e altri come John McCain che usano le loro carriere per promuovere il cambiamento. » [Sarah Palin, candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti per il Partito Repubblicano alle elezioni presidenziali del 2008]

Crazy frog

Come al solito quando si parla di religione regna sovrana la politica dei “Due pesi,due misure” come se non fossimo tutti figli di un unico Dio, come se il cattolicesimo non fosse una religione che merita lo stesso rispetto dovuto all’Islam.A questo proposito v’invito a leggere l’articolo di Fausto Carioti, una delle migliori penne di Libero.

Il coraggio delle rane di Fausto Carioti

Urca che coraggio. Cribbio che schiene dritte. Che tempra vantano questi eroi della sedicente arte moderna, quale rispetto per la libertà ostentano dinanzi al dilagante oscurantismo ratzingeriano i direttori dei musei italiani ed europei. Le agenzie di stampa ieri hanno diffuso il pensiero di Benedetto XVI sull’anfibio più famoso d’Europa, la rana crocifissa esposta al Museion di Bolzano, scultura (chiamiamola così) del tedesco Martin Kippenberger, scomparso undici anni fa. Sarebbe – pare, dicono – una sorta di autoritratto dell’autore in una delle sue tante fasi di depressione. In una lettera del 7 agosto a Franz Pahl, presidente del consiglio regionale del Trentino-Alto Adige e candidato Svp alle provinciali di Bolzano, la segreteria di Stato vaticana, a nome di Joseph Ratzinger, ha scritto che l’esposizione della rana «ha ferito il sentimento religioso di tante persone». Considerazione peraltro ovvia, che fa seguito alle preoccupazioni del vescovo di Bolzano e di altri esponenti cattolici, espressa dal papa a un candidato alla guida di quella stessa provincia che finanzia l’attività del museo con i soldi pubblici. È stato proprio Pahl, ieri, a rendere noto il contenuto della lettera. Pochi minuti dopo è intervenuta la direttrice del museo per far sapere che lei, a togliere la rana che non piace al pontefice, manco ci pensa. Con toni risentiti, ha chiesto che il museo «non venga ulteriormente strumentalizzato nell’ambito della campagna elettorale». In serata il presidente della fondazione che gestisce il Museion ha persino minacciato di dimettersi se la rana, come pare, oggi sarà rimossa.

Bene, bravi, così si fa: la libertà d’espressione innanzitutto. L’arte o è libera o non è. Fingiamo persino di credere che dietro la scelta della scultura di Kippenberger, inizialmente esposta all’ingresso del museo, non ci sia stata alcuna voglia di scatenare polemiche per attirare visitatori. C’è da capire solo un’ultima cosa: come mai tutto questo coraggio, questo difendere l’autonomia dell’arte come se fosse l’ultimo baluardo della civiltà, vengono fuori solo quando c’è da irridere o accusare la chiesa cattolica. A nessuno – per dire – passa per la testa di fare la stessa cosa quando di mezzo c’è l’Islam. Anzi: le poche volte che qualcuno urta – spesso senza volerlo – la suscettibilità dei musulmani, subito direttori di musei, organizzatori di mostre e politici locali rimuovono le opere in questione. Scusandosi e promettendo che non lo rifaranno più. Per qualche strano motivo, offendere la Chiesa cattolica è ritenuto un libero esercizio del ruolo di artista, mentre dare un buffetto all’Islam è una manifestazione di razzismo, una minaccia in tollerabile al dialogo con il mondo musulmano.

Ci sarebbe da riempire un’enciclopedia, con certi episodi. Lo scorso novembre all’artista svedese Larks Vilks è stato impedito di esibire la propria installazione a una biennale d’arte nel sud della Svezia. Vilks in passato aveva realizzato alcuni disegni raffiguranti Maometto nei panni di un cane, e per questo era stato minacciato di morte dai volenterosi carnefici di Allah. Notare che Vilks è stato censurato senza che nemmeno gli fosse chiesto quali opere intendesse esporre. Negli stessi giorni a Den Hag, in Olanda, il museo cittadino ha tolto da un’esibizione il dipinto dell’iraniana Sooreh Hera che mostrava due omosessuali con indosso le maschere di Maometto e di suo genero Alì. In precedenza, a Londra, la Tate Gallery aveva rimosso il quadro di John Latham “God Is Great”, all’interno del quale erano state inserite copie della Bibbia e del Corano (l’autore, incavolato, ha accusato la Tate Gallery di codardia).

Anche perché il concetto di “suscettibilità islamica” è piuttosto esteso, e va ben oltre Maometto e i suoi familiari. Un documentario sul Bangladesh realizzato dalla anglo-bengalese Syra Miah è stato cancellato dal museo di Birmingham perché conteneva l’immagine di una donna seminuda, e questo, secondo la direzione del museo, avrebbe potuto urtare la sensibilità dei visitatori musulmani. A Londra la galleria di Whitechapel ha rimosso alcuni quadri del surrealista Hans Bellmer, che mostravano ragazze svestite. «Lo abbiamo fatto per non shockare la popolazione islamica del quartiere», ha spiegato il curatore. Il museo della Cultura Mondiale di Goteborg, in Svezia, ha fatto sparire in fretta e furia il quadro “Scène d’amour”, che il suo autore, la franco-algerina Louzla Darabi, aveva descritto come «una risposta all’ipocrisia musulmana sulla sessualità, soprattutto quella delle donne». Quale sia il clima lo ha spiegato senza giri di parole, pochi mesi fa, Grayson Perry, uno dei più noti artisti inglesi: «Il motivo per il quale nella mia arte non ho attaccato l’integralismo islamico è che ho realmente paura che qualcuno mi tagli la gola».

In questi casi, come in tutti gli altri, a nessuno del circolo degli artisti impegnati e a nessuno del clubbino dei direttori dei musei artistici (un centinaio di persone, sempre le stesse, che si sopportano a vicenda da una vita) è saltato in mente di appellarsi alla libertà dell’arte. Tantomeno di sottoscrivere un manifesto di solidarietà per chi ha subito minacce, è stato censurato e magari ha dovuto cambiare vita e identità. Tutti obbedienti, tutti zitti, tutti impegnati a fingere di guardare altrove. Tutti pronti a svegliarsi appena il vescovo di turno criticherà la prossima rana. Che coraggio, che schiene dritte.

© Libero. Pubblicato il 28 agosto 2008.

Next stop : Italia !

foto da Repubblica.it

Neanche il tempo di ammortizzare il “doloroso” rientro dalle vacanze, che già il dibattito politico s’infiamma. La scatola di TNT era già pronta, serviva solo accendere la miccia. BOOM !

Sono anni ormai che si analizza il fenomeno Ultras e il tifo violento, la solita solfa sociologica mi ha scartavetrato i coglioni, la demagogia e la strumentalizzazione pure. Ascoltare uno spaesato Veltroni attaccare a testa bassa il Governo è indice della pochezza politica del personaggio, ma sopratutto della scarsa conoscenza che quest’ultimo ha dei fatti accaduti.

Sul fatto che sia il gioco delle parti, lo accetto, ma non posso tollerare una così tanto sciagurata cecità politica.  Ritengo che sia il caso di far capire a Veltroni, che cosa sia la divisione dei poteri, in particolar modo tra quello legislativo e quello giudiziario, per il 25 Ottobre regalerò al caro Walter Lo spirito delle leggi.

Ogni qual volta , la domenica, gli stadi diventano teatro di incontri (tra giocatori) e scontri (tra animali) c’è sempre chi il Lunedì per guadagnarsi la prima pagina (governi la sinistra o la destra) invita alla TOLLERANZA ZERO.  Dopo la morte del poliziotto Filippo Raciti ci fu un giro di vite ,sulla scia dei provvedimenti presi da Pisanu, per inasprire le pene e tentare di placare questi facinorosi (vedi biglietti nominali, divieto di vendita cumulativa ecc.) ma di fronte ad uno Stato che legifera, vi è chi , a mio modo di vedere, rappresenta L’ANTI-STATO : la Magistratura. Non sono sicurissimo che i Magistrati abbiano applicato in toto la legge, anche perché questa va interpretata, e non tutti i PM sono in grado di farlo.

E’ evidente la necessità e l’urgenza di una riforma (nel vero senso della parola) dell’ordinamento giudiziario, perché come diceva Montesquieu : “Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti”.

Onestamente nel leggere le reazioni dei moralisti di ogni tipo, alle parole scomposte di Bossi, non vi ho trovato nulla di nuovo. Dirà qualcuno “è il gioco delle parti” concordo, ma non ho capito fino a che punto questi novelli nazionalisti e difensori della patria fanno sul serio.

L’Umberto Bossi sono ormai anni che, lui e tutta la pattuglia leghista, PROVA a minare l’unità nazionale con dichiarazioni che hanno solo l’obiettivo di surriscaldare il clima politico e di puntare nuovamente i riflettori su un partito come la Lega che, considerando il bipartitismo verso cui sta virando il nostro paese, ha necessità di sopravvivere politicamente, ma sopratutto mediaticamente. In questi 20 anni di Lega, al di là di quelle che sono le solite uscite di Bossi&C , non vi è stato un solo gesto che potesse mettere in crisi l’unità del paese. Come c’insegna il pragmatismo della galassia post e neo-comunista, alle parole servirebbero i fatti, e fino a questo momento la bolla nazional-moralista ha avuto vita breve.

In politica il nemico numero è il moralismo, sopratutto in questo periodo a sinistra non sono in grado di dare lezioni a nessuno [vedi Ottaviano Del Turco] , che come ricordava il patriarca di Venezia Angelo Scola rappresenta : la pretesa di giudicare la verità di una proposta a partire dalla debolezza e dalla fragilità di chi la formula impancandosi a giudici.

Obietterà giustamente qualcuno : “si ma non è che nel PdL state messi meglio…”

Anche qui concordo ! Mi si permetta però di dire che il Polo non militano personaggi come Furio Colombo, Antonio Di Pietro, Walter Veltroni che in nome di una poco chiara “superiorità morale” si arrogano il diritto di consegnare patenti di moralità.

Forse alle sortite di Bossi ci sarò abituato, ma non a quelle dell’elitista Colombo che oggi alla Camera, per guadagnarsi il suo porco stipendio, ha fatto la cronistoria delle uscite estemporanee del leader padano. Dopo questa rapida rinfrescata sono fermamente convinto che le uscite di Bossi erano e restano FOLKLORISTICHE, tutto questo  ovviamente non fa in modo che io,da patriota convinto, possa minimizzare l’accaduto che resta comunque grave.

Dalle ultime ansa leggo che la frattura grazie al demiurgo Berlusconi è stata ricomposta, non poteva essere altrimenti considerando che sono appena iniziate le trattative sul federalismo. Bossi è seriamente disposto a dare nuova linfa vitale alla ragion d’essere della Lega, dopo 20 anni di tentativi andati a vuoto. La sconfitta del 2005 brucia ancora sulla pelle dei leghisti, ed è per questo che la costola della sinistra (come la definì D’Alema illo tempore) vede Bossi in cabina di regia per riannodare la tela del dialogo che la magistratura, come sostiene giustamente Cossiga, con l’arresto di Del Turco ha provato ad impedire.  Il Partito Democratico, con il suo fantoccio Veltroni, è invitato caldamente a riporre le trombe del giustizialismo e ad interrompere (mi riferisco a D’Alema) ogni tentativo di flirt con Bossi, perché , se ancora non è chiaro, senza Re Silvio non si va da nessuna parte.

Leggere il giornale sta diventando un bollettino di guerra. Al di là di quelle che sono le boutades quotidiane della politica nostrana, a far preoccupare i cittadini italiani è una crisi economica che si aggrava sempre di più e che raggiunge un eco più forte a ridosso delle vacanze estive, che mai come quest’anno solo pochi privilegiati potranno permettersi.

I dati sull’inflazione al 3,8 % , la pressione fiscale più alta del panorama europeo, il terzo debito pubblico del mondo,il petrolio che è ha superato i 140 $ al barile, il potere d’acquisto dei salari più basso d’Europa, ma sopratutto una crescita che si attesta attorno alle percentuali dello yogurt vitasnella generano un forte malcontento.

Se già questi tasselli contribuivano a rendere un quadro sempre più a tinte fosche, arrivano i dati del Codacons [Link] a portare una ventata di ottimismo.

In molti conoscevano i paesi africani solo attraverso i racconti di Piero Angela, ma da qualche mese a questa parte il vento della povertà africana sembra solleticare anche lo stivale italiano.

Da nietzscheano convinto non mi stupisco delle analisi e dai paragoni fatti da Tremonti e Draghi in quest’ultimo periodo, le notizie che quotidianamente provengono dalla Grande Mela ci fanno capire che in fondo il ‘29 non è così lontano, che la crisi dei mutui subprime era stata ampiamente prevista, ma il dio denaro e il guadagno sfrenato hanno messo a tacere i campanelli d’allarme.

Quello però di cui mi sono reso conto è che sicuramente c’è un assottigliamento di quella che un tempo veniva indicata come “piramide sociale”. Il numero dei ceti è sempre minore, la vecchia e cara borghesia o middle class, sta scomparendo lentamente. Fino a qualche anno fa con 1500-2000 € al mese si riusciva vivere dignitosamente, ora la dignità ha lasciato spazio alla soglia di povertà che ingloba, col passare delle settimane, un gran numero di italiani ridotti a mendicare alle mense della Caritas.

Ma come recita un antico proverbio “non tutti i mali vengono per nuocere”. Nel caso il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, avesse qualche dubbio o qualche difficoltà, l’Italia ha la fortuna di vantare nella propria cerchia d’ intellettuali personaggi del calibro di Eugenio Scalfari che ogni Domenica si diletta a stendere trattati di economia politica, non richiesti.

Da grande intenditore della gestione della cosa pubblica Scalfari pontifica liberamente dalla carta igienica “La Repubblica” su come andrebbe gestita l’Italia, e come raddrizzare una Nazione ormai alla deriva. Non importa che nel racconto non sia oggettivo, non riporti correttamente i dati, che lasci correre con troppa superficialità le sue sudicie dita sulla macchina da scrivere, ma in fondo l’onestà intellettuale in questo magnifico paese è appannaggio di pochi.

Miei cari radical-chic & benpensanti vi eravate illusi che Walter ,con le sue favolette da campagna elettorale, volesse portare una ventata di novità nella politica nostrana ? Vi eravate illusi che “l’epoca delle coalizioni da Caruso a Mastella” fosse finita ? Vi eravate illusi che l’epoca “dell’ anti – berlusconismo militante che ha bloccato il nostro paese per 15 anni mentre l’Europa parlava di riforme” fosse archiviata?

Bravi perché proprio d’illusione si tratta, l’ennesima presa in giro di un Veltroni che solo così poteva racimolare voti dopo il peggior governo della Repubblica italiana, il Prodi II. A Veltroni bisogna riconoscere l’onore delle armi ha saputo attraverso slogan come “Si può fare” e “Lo stiamo facendo” riparare una barca (quella del PD) ormai alla deriva, raccogliendo un portentoso 33 % alle ultime elezioni.

Certo i proclami da campagna elettorale da parte del vecchio Walter sono stati tanti ed in molti ci hanno creduto, però poi il rischio di farsi sbertucciare all’assemblea del PD del 20 e 21 Giugno era troppo alto (vedi ultime elezioni) ed ha preferito così fare marcia indietro, ma non è il stato il solo.

In una calda Domenica d’inizio estate sentire sua altezza “Maria Rosaria Bindi” , esponente di spicco del più becero catto-comunismo, durante la trasmissione di Lucia Annunziata “In mezz’ora” proferire frasi del tipo : “ Io sarei disposta a riaprire il dialogo con Rifondazione Comunista, ma a determinate condizioni. Soprattutto se nel Prc fossero disposti a fare una seria riflessione sui motivi che li hanno portati a ridursi cosi”. Ci aiuta a capire che il PD è un partito di gente con le palle, ma sopratutto COERENTE con le decisioni e gli impegni presi in campagna elettorale.

Ma Walter come sappiamo è un amante del cinema e adora i colpi ad effetto, quindi ricreato l’asse con i sempre verdi rifondaroli e incalzato da Mr. coerenza Antonio Di Pietro, ha dichiarato chiusa la stagione del dialogo (che in realtà non si era mai aperta) e tanti saluti alla nuova politica, anzi (prendendo in prestito uno dei suoi tanti slogan) ALLA NUOVA STAGIONE !

In questo ritorno al passato (andando così indietro c’è il rischio che resusciti l’Unione) non poteva mancare uno statista dello spessore di Romano Prodi, il quale dopo essere stato agnello sacrificale della sua eterogenea & sgangherata compagnia, si è dimesso dalla presidenza del PD (in realtà l’hanno fanno dimettere per dimenticare il suo pessimo governo) ma nonostante i goffi tentativi di Veltroni di far dimenticare il passato, come sappiamo, a sinistra vanno pazzi per il “tafazzismo” ! Così è ricomparso il suo nome (a quanto pare vogliono respingere le sue dimissioni) tutto questo mostra chiaramente una cosa (concedetemi il francesismo): nel PD , ma sopratutto nella sinistra, STANNO CON LE PEZZE AL CULO.

Quella ventata di riformismo, di novità che Veltroni aveva in mente di portare è stato solo uno spiffero che ha fatto ammalare i Democratici, i quali ora arrancano vistosamente in una terra di mezzo : da un lato l’anti berlusconismo di Di Pietro&C, dall’altro la fortissima azione governativa (con i suoi pro e contro) del Governo Berlusconi.

Al momento nel PD non c’è quella volontà di rinnovare, è solo un’illusione (l’ennesima), sono colpi di teatro fini a se stessi. Veltroni è come quel tale che per coprire delle pareti decrepite e sconnesse, le adorna con numerosi quadri esteticamente molto belli, dando l’idea di una struttura solida e forte, ma che in realtà prima o poi crollerà inesorabilmente sotto i colpi della muffa.

L’avevo detto IO !

Per i maturandi ! ma sopratutto per tutti quelli che in questi anni hanno deriso e screditato la mia teoria, cioè che il sesso RILASSA, avanti miei Prodi (ora si può dire senza fraintendimenti) sesso a volontà :-D

Da : Repubblica.it

“I consigli per affrontare al meglio l’esame di maturità? Non solo il ripasso dell’ultimo momento, per limare lo studio di un anno intero. Ma anche una dieta leggera, a base di verdure, carboidrati e assoluto divieto di caffé e alcolici. La sera della vigilia ben vengano tutti i modi possibili per allentare la tensione. La migliore tecnica antistress? Fare l’amore, assicurano gli esperti, sfatando il mito che il sesso sia dannoso per la concentrazione”

“Infine, per chi crede che la sera prima dell’esame vada passata con la testa tra i libri, una smentita: lo svago, non solo è permesso, ma è raccomandato. E nella categoria “svago” non ci sono solo le chiacchierate con gli amici, ma anche il sesso. “Il sesso è importante per scaricare l’ansia e provoca una bella discesa di endorfina. Dopo si dorme meglio e si è più concentrati”, spiega la sessuologa Chiara Simonelli, docente di Psicopatologia dello sviluppo sessuale e affettivo all’Università La Sapienza di Roma. La sessuologa sfata il mito della “clausura” pre-esame, ma non dà il via libera alle notti brave, soprattutto per gli studenti iperansiosi (”Per loro è una fonte di distrazione”). “Fare l’amore – avverte Simonelli – è consigliabile con un certo raziocinio: non lo si farà alle 7.30 di mattina, prima di andare all’esame, ma la notte in linea di massima non ci sono problemi”.

Per l’articolo intero : http://www.repubblica.it/2008/05/speciale/altri/2008maturita/consigli-vigilia/consigli-vigilia.html

Thank you, Irish !

Ancora una volta gli euroburocrati sono stati sconfitti dalla forza della volontà popolare. Non contenti della bocciatura del 2005 della pseudo-costituzione europea grazie a Francia e Olanda, questa volta ci ha pensato l’Irlanda a salvare i popoli europei.

In Italia l’unica voce contraria è stata quella della Lega, per fortuna, che ha tentato di avvisare del pericolo che le democrazie occidentali stavano correndo. I mass-media come spesso accade non hanno informato a dovere su che cos’è il Trattato, sulle manovre che ci sono state e sui rischi che l’approvazione avrebbe comportato.

La ratifica di questo trattato avrebbe compromesso l’identità dei singoli popoli europei a vantaggio delle istituzioni centrali sempre più lontane dalle singole realtà comunitarie, azzerando i principi etici presenti nelle singole costituzioni degli stati aderenti, diventando quindi un mero documento economico.

L’Europa è quella dei popoli non dei burocrati.

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