Bastava leggere i titoli delle prime pagine de “Il Manifesto” (Italiani veri) e “Liberazione” (Sporchi italiani) per capire il clima che si respira in Italia in questi giorni. Sembrava di essere ritornati ai tempi delle leggi razziali, in un clima di plumbea xenofobia. Per fortuna però che l’affresco tratteggiato dai vari Sansonetti & C non corrisponda alla realtà dei fatti. Gli episodi che possono contribuire a rafforzare quello che ormai sta diventando il pensiero comune, ovvero che l’Italia si sta avviando verso una nuova deriva nazi-fascista, sono “potenzialmente” molteplici , ma non abbastanza per avvalorare quelle che sono le tesi di numerosi mass media
I trattati socio-politologici di sedicenti giornalisti (vedi Gad Lerner) in questo periodo si sprecano. Non ho mai creduto alla buona fede e al falso buonismo di questi individui, i quali facendo una difesa ad oltranza dell’immigrato (regolare o non) contribuiscono a fomentare e alimentare questo clima da paese del “mulino bianco”, cercando di bypassare leggi e regolamenti in nome dell’equazione : immigrato = risorsa.
Le generalizzazioni non sono mai positive, ed è questo l’errore che la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica sta facendo, sulla scia degli editoriali di Repubblica vergati da celenterati come Scalfari, Serra ecc.
Io inviterei questi signori a misurare e centellinare quelli che sono le analisi,i proclami e le manifestazioni tentando di sensibilizzare l’opinione pubblica su temi come quelli dell’integrazione e dell’immigrazione, perchè come il caso del Pigneto c’insegna la demonizzazione dell’avversario politico (nel caso specifico il sindaco di Roma, Alemanno) rischia di creare falsi miti all’interno di un quartiere finendo per far crollare, sotto i colpi della verità, il castello di menzogne che di proposito è stato costruito.
Non c’è solo il Pigneto però a testimoniare il reale pericolo ,che campagne mediatiche di questo tipo, possono creare. Mi riferisco specificatamente alla questione della donna somala che a distanza di diversi mesi (il fatto è accaduto a Luglio) ha denunciato di aver subito violenze e vessazioni di tutti i tipi all’aeroporto di Fiumicino, dimenticando strada facendo alcuni dettagli,dando così l’opportunità all’intelighenzia radical chic di agitare lo spauracchio del razzismo. Alle scuole elementari mi hanno sempre insegnato che prima di parlare e fare accuse di un certo tipo, bisogna prima contare fino a 100, ma non per tutti è così, spesso la presunzione annebbia la mente. Come si è venuto sapere la verità è un’altra, la donna proveniva da Londra, ed essendo un viaggio extra- Schengen (per chi non lo sapesse è il trattato che regola lo sbarco alle frontiere) prevede dei controlli particolari, quelli a cui (nonostante la ferma opposizione della donna) TUTTI si devono sottoporre, in più la nostra amica aveva precedenti per resistenza a pubblico ufficiale ed udite udite : TRAFFICO DI DROGA.
Altro episodio che ha popolato le pagine dei giornali è stato il massacro dei sei immigrati clandestini di Castelvolturno. Prima di fare delle valutazioni di merito, vorrei soffermarmi su queste due parole :
immigrati e clandestini. Tutti sappiamo bene che nonostante l’Italia sia considerata la culla del Rinascimento, un paese di poeti, santi e navigatori, al giorno d’oggi l’italica popolazione non brilla per cultura e preparazione. In questo contesto vorrei fare uno sforzo di igiene linguistica.
L’immigrato è colui che,si è trasferito in un paese diverso dal proprio spec. per cercare un lavoro.
Il clandestino è chi vive o si trova temporaneamente in clandestinità:, che ha passato una frontiera illegalmente per trovare lavoro
Dato che la lingua italiana è meravigliosa per la sua chiarezza, credo che sulla distinzione tra i due vocaboli non debba aggiungere altro. So che dopo 2 anni disastrosi di Governo Prodi, con il tentativo di modificare la Bossi – Fini in una salsa più soft (vedi ddl Amato – Ferrero) è filtrata l’immagine di un Italia stile paese dei balocchi, dove regna l’anarchia più totale, ma il nostro come si suol dire E’ UNO STATO DI DIRITTO, e non, come si voleva far credere, la pattumiera d’Europa.
Dico questo perché i 6 immigrati CLANDESTINI ammazzati a Castelvolturno dai Casalesi, non erano in regola, anzi avevano ,come quasi tutti coloro che vivono nel “ghetto” dell’American Palace, il foglio di via che sventolavano fieramente durante la puntata di Anno Zero. L’opinione pubblica oltre che ad interrogarsi sul perchè i casalesi abbiano ucciso quelle 6 persone, deve anche chiedersi perchè “l’American Palace” è occupato da irregolari che non sono stati fatti rimpatriare ? Si vocifera che uno o più appartenenti a quel gruppo di 6 persone fosse in odore di spaccio e di camorra. Ora alla luce di questi dati è importante sottolineare come la malavita campana non abbia nè appartenenza politica nè valori costituzionali di riferimento, sono mossi da un unico interesse, da un unico dio : IL DENARO, che non ha nè odore nè colore.Se i casalesi hanno deciso di freddare quei 6 clandestini, sicuramente un motivo ci sarà( che non è quello razziale) non voglio colpevolizzare le 6 vittime dell’agguato, sappiamo tutti che la vigliaccheria della camorra non ha confini, magari coloro che sono morti erano solo pesci piccoli o anelli deboli di una catena più grande e complessa.
La camorra, torno a ripetere, non ha una matrice ideologica, i casalesi sono i più grandi imprenditori di tutto il Sud Italia, non sono da considerare più camorristi o mercenari, ma grandi capitalisti pronti ad investire ingenti quantità di denaro nell’Italia del ventunesimo secolo.
Quello che mi lascia sempre più perplesso è la sfacciataggine da parte di coloro che danno libero sfogo alle loro richieste immaginando, ma neanche troppo, che lo Stato Italiano sia una sorta di Babbo Natale, pronto ad esaudire ogni loro desiderio, ho ascoltato parole del tipo : “vogliamo”, “devono” , “sanatoria”, “permesso di soggiorno”, “casa”, “lavoro”, “DIRITTI”, salta subito all’occhio l’assenza della parola : DOVERI. Non so perchè ma manca sempre all’appello, tutti vogliono diritti, ma i doveri non sono mai contemplati, misteri d’Italia !
Molti si lamentano della scarsa efficacia della Bossi – Fini, dimenticando che la decisione ultima sul decreto di espulsione spetta alla magistratura, che come sappiamo non solo è ai minimi storici di gradimento, ma è fortemente inoperosa. Quindi certi magistrati invece di buttare benzina sul fuoco politicizzando quella che è la loro azione giudiziaria, si concentrassero e velocizzassero il loro operato. Altrimenti, se su questo punto la legge risulta inefficace, si provvede a modificarla, e in questa direzione vanno i provvedimenti presi dal ministro Maroni in materia di immigrazione clandestina.
Come ricordava giustamente oggi Feltri nel suo editoriale la sinistra ha sempre bisogno di dare una schedatura politica, condita con esasperanti giustificazioni socio-economiche, al verificarsi di determinati episodi.
Quello che è accaduto a Roma, con il pestaggio di un cinese ad opera di una banda di minorenni , ma sopratutto quello che è successo Pianura, si colloca in un contesto di povertà, d’ignoranza e di esasperazione.
L’assenza della cultura della legalità, l’incertezza della pena, l’incapacità politica di una classe dirigente napoletana allo sbando genera reazioni scomposte come quelle di qualche giorno fa.
Per sgombrare il campo da scudi sociologici riporto le parole di uno dei ragazzi che ha aggredito il cinese a Tor Bella Monaca) :“IO a scuola nemmeno ci vado mi vergogno di portare sempre gli stessi jeans” Queste parole sono indice della miseria e dell’emergenza educativa da più parti denunciata in questi giorni. L’aridità valoriale che caratterizza la mia generazione, la vacuità che scandisce i pomeriggi degli adolescenti è disarmante.
Attenti osservatori della società in cui viviamo come Michele Santoro dovrebbero avere la capacità di scindere ciò che è razzismo è ciò che è insensata violenza. Ma giungere a semplificazioni di questo tipo diffonde nell’opinione pubblica un immagine che non è specchio fedele della realtà.
Ci sarebbero altri episodi che PARZIALMENTE sono stati raccontati sulla tv e sui giornali, in questo momento bisognerebbe evitare di soffiare sul fuoco e abbassare la fiamma su cui traballa un pentolone pronto ad esplodere, non so fino a che punto la sete di potere e di successo possa accecare rappresentanti del popolo italiano che si battono, a quanto dicono, per SALVARE L’ITALIA.
Da uomo di destra, ritengo che la soluzione sia da ricercare in parole come ordine, disciplina e decisionismo (che non è autoritarismo).
Vi lascio con un interrogativo : vogliamo ammettere che è difficile il rispetto delle regole, se non si ritiene che potenzialmente tutte le regole vadano rispettate ?









