In quasi 60 anni di vita repubblicana parlamentare un evento di questa portata non era MAI successo, non mi riferisco al mancato approdo della costituente socialista di Boselli, che pure hanno una gloriosa (si fa per dire) storia alle spalle, ma a qualcosa di ancora più grande, che ha il sapore dolce della magia : I COMUNISTI FUORI DAL PARLAMENTO.
Ritengo che una questione d’igiene linguistica vanno chiamati semplicemente “comunisti” e non “sinistra”, e non perché ci sia il PD a rappresentare la sinistra, anzi lo stesso Veltroni ha detto che sono una forza riformista, ma la Sinistra, quella vera, in Europa si chiama socialdemocrazia che è un concetto “leggermente” diverso da Comunismo. Ad onor del vero il povero Bertinotti, forse l’unico post-comunista all’interno del cartello Sinistra Arcobaleno, aveva provato a traghettare i compagni verso qualcosa di nuovo , mettendo in soffitta la falce e martello, definendo il comunismo ormai una “tendenza culturale” e tentando di nascondere sotto il tappeto lo schifo di due anni di Governo Prodi,ma già dal clima che c’era il 9 Giugno durante la visita di Bush in una Piazza del Popolo deserta avrebbe dovuto far scattare il campanello d’allarme; però come dice il detto “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire” così sono arrivati i fischi di Mirafiori, ma hanno voluto insistentemente la prova del 9 ed è arrivata direttamente dalle urne : PdCI + Verdi + PRC + SD = 3,084 % ! COMPAGNI SI TORNA A CASA !
Dire che è stato un disastro significa essere minimalisti, considerando inoltre che la somma dei voti dei 4 partiti della sinistra radicale nelle elezioni del 9 e 10 Aprile del 2006 è stata del 10-10,5 % !
I comunisti nel corso dei due anni di tentato Governo Prodi hanno creato problemi su problemi, inchiodandosi alle poltrone e schiodandosi solo per mettere in scena continue carnevalate contro Prodi e il suo Governo (di cui erano abbondantemente parte) perdendo , come spesso capita a chi guadagna oltre 15 mila € al mese, la percezione della realtà, non riuscendo quindi ad interpretare con chiarezza il mutato contesto sociale, la nuova condizione socio-economica, i reali bisogni della classe operaia e della sacca sociale più periferica del paese. Questo è dovuto principalmente ad una coalizione eccessivamente eterogenea, in primis, ma sopratutto alla loro incapacità di ascolto.
Quello che mi ha sorpreso in questi giorni è l’ottusità di personaggi come Marco Rizzo, che parlando a vanvera come spesso gli capita, chiede di ripartire “da falce e martello” e che è stato un grave errore lasciare solo il simbolo dell’arcobaleno. Ecco analisi come queste spiegano il perché la Sinistra Arcobaleno abbia preso il 3 %. Non è una questione di simbolo, ma di rappresentanza delle istanze e dei bisogni dei ceti meno abbienti, che sono state tradite ! Invece di migliorare, le loro condizioni di vita di chi aveva votato comunista sono peggiorate ulteriormente con una politica fiscale assassina, che tratteneva spesso e volentieri buona parte dello stipendio, lasciando solo le briciole. Oltre alla questione economica, vi è anche una questione socio-politica (quindi di rappresentanza d’interessi) se nella “rossa” Bologna la giunta di Cofferati dà il via libera ai vigili di dotarsi di manganelli e spray, un motivo ci sarà ? Se un operaio scrive a Mussi e con amarezza elenca quali erano le necessità del popolo che ha votato a sinistra, e quali sono state le risposte e gli approcci completamente sbagliati, ed ora ha votato Lega, un motivo ci sarà ? Se un tempo i comunisti erano garanti della classe popolare (da sempre numerosa, ma considerando i tempi che corrono ora lo è molto di più) e ora si preoccupano di tutelare unicamente minoranze come i rom, gay e delinquenti vari, ed ora i compagni si ritrovano fuori dal Parlamento, un motivo ci sarà ? Se come si vede dai flussi di voto la Lega ha catturato i loro voti ed ora si prepara ( si spera) a dare con tutto il Governo Berlusconi una risposta chiara al problema dell’immigrazione clandestina classificandola come reato, un motivo ci sarà ?
Anche in questo caso il superamento degli steccati identitari, del crollo verticale di quello che restava delle ideologie in rapporto alle indicazioni del voto deve far e farci riflettere.
In questi giorni i 4 partiti dell’ormai defunta Sinistra Arcobaleno stanno riflettendo e analizzando nei vari comitati politici le ragioni di questa debacle. Da quel che ho potuto notare due sono i punti da cui vogliono ripartire : 1) “i movimenti” ( i balordi dei centri sociali e del G8 ) 2) “Tornare in mezzo alla gente, radicarsi sul territorio non lasciando spazio alla Lega e ad una Destra populista”.Ovviamente la premessa iniziale è quella di decapitare (in senso metaforico) i segretari, già ci sono 3 vittime illustri : Pecoraro Scanio, Giordano e Mussi ! Diliberto ancora no, in quanto è quello che credeva meno al progetto dell’Arcobaleno, quindi i cecchini rossi per ora restano a guardare
Certo la mancanza di gente come l’ On. Vladimiro Guadagno che battibecca con la Gardini per andare al cesso o dell’ormai “sovversivo a tempo pieno” Ciccio Caruso che piantava i semi di marijuana nel cortile di Montecitorio, comincerà a farsi sentire. Intanto Bertinotti per paura di prendere i calci nel culo come stava accadendo al corteo del 1° Maggio ha evitato di partecipare ad un dibattito all’interno della Fiera del Libro di Torino; PRC, Verdi e PdCi erano riuniti per cavoli loro, gli unici che erano al passeggio nel corteo pro-Palestina in mezzo ai “movimenti” erano: PCIML, Sinistra Critica, Partito d’Alternativa Comunista e i Ferrando’s Boys, in giro si dice che proprio questi soggetti potrebbero riaprire una nuova stagione di lotta armata stile BR anni 70, chissà…..
……fischia il vento urla la bufera, scarpe rotte e pur bisogna andar a conquistare la rossa primavera, dove sorge il sol dell’avvenir.


