A pochi giorni dal ventennale della scomparsa di Giorgio Almirante, AN ha messo la parola fine,con l’ultima assemblea nazionale, all’esperienza di AN. Non ho notato particolare commozione o nostalgia nelle parole dei dirigenti, certo sarei un folle se mi aspettassi questo dal cinico Presidente (ormai ex), ma quello che emerge è un grande entusiasmo per un progetto necessario, considerando quello che è il mutato contesto politico, ma del quale non si avverte appieno il pericolo. Non mi riferisco all’immediato, ma come è mia abitudine guardo al futuro del centro-destra italiano. Avere Silvio Berlusconi come capo del Polo è un conto, avere Gianfranco Fini è un altro. Bisogna avere l’onesta intellettuale di ammettere che la scelta di Fini di diventare terza carica dello Stato, a mio modo di vedere, non è stata felicissima. In una legislatura definita da più parti costituente, colui che aspira a diventare il capo del Polo dopo Berlusconi, non può restare fuori dai giochi in quanto riveste una carica istituzionale. Fini avrebbe dovuto impiegare questi 5 anni di Governo Berlusconi per tessere una fitta tela di alleanze, in particolar modo con la Lega, affinché, in un futuro non troppo prossimo, non gli scoppi il PdL in mano. I toni autoritari e troppo spesso poco coincilianti utilizzati dal delfino di Almirante in questi anni possono andar bene in un partito fortemente gerarchico e verticistico come AN, ma non in un partito orizzontale e plurale come sarà il Popolo delle Libertà.
Sono curioso di capire e vedere in che modo il reggente La Russa sarà quello di “levatrice di un nuovo soggetto politico” . Le sfide che ha davanti il popolo di AN sono molte e insidiose, armarsi del proprio bagaglio culturale e , praticamente da soli, creare un vero soggetto politico lì dove c’è poco più di personaggi come la Carfagna e la Prestigiacomo, sarà impresa ardua.
Non ho mai guardato con grande simpatia alcune posizioni prese da certi colonnelli nel corso di questi anni su temi come il Fascismo, la procreazione assistita e il Corano nelle scuole. Su questi temi la preparazione e la coscienza di uomini come Gianni Alemanno possono aiutare a non perdere la bussola e dare così un forte contributo proveniente da Destra (quella contemporanea e moderna, non quella dei fasci littori) alla realizzazione di un grande soggetto unico, ripeto, reso necessario da eventi come il PD, l’inizio di una fase post-ideologica ecc. con cui inevitabilmente bisogna fare i conti. Giudicherò con favore questo progetto quando prima di tutto sarà effettivo, in secondo luogo quando avrà uno schema di valori ben definito sperando che non siano gli avalori di Forza Italia, ma la forza delle idee di AN.
….ed il nostro cuore sempre si scalderà con la fiamma della libertà !



Speriamo che la scelta del vecchio Gianfranco sia giusta e saggia. l’accentrarsi è sempre positivo dato che il popolo italiano è sostanzialmente di centro. Bisogna sperare però che non si perda di vista la linea dura e salda della destra, su temi importanti come la sicurezza, la lotta all’immigrazione clandestina, l’istruzione, sanità etc. speriamo che questa sia stata una decisione ponderata, che porterà Fini alla guida della nazione tra qualche anno…w l’Italia!
Post molto lucido. Aspettiamo e … vedremo.
il ns bipolarismo rimane sempre un mezzo pastrocchio. Fini lo vedo piuttostro frustrato, e non ha tutti i torti nel sentirsi tale. al posto suo, avrei fatto il sindaco di Roma e costruito seriamente il partito unico del centrodestra. ciò avrebbe voluto dire aver euna visione di lungo periodo. ma la politica italiana vive di contingenze.soprattutto dalleparti nostre